Martedì, 13 Novembre 2018

M Museo archeologico

Museo Archeologico

Per dieci lunghi anni, da quando sono iniziati i lavori di ristrutturazione del Museo, sono rimasti chiusi nei depositi quasi duecento manufatti oggi restituiti alla pubblica fruizione grazie ad un importante sinergia attivata tra le istituzioni – Comune di Rutigliano, Soprintendenza per i Beni Archeologici e Paesaggistici della Città Metropolitana di Bari e Polo Museale per la Puglia – e le associazioni rutiglianesi – Pro Loco Rutigliano e Archeoclub d’Italia sede di Rutigliano, da sempre impegnate sul campo per promuovere la storia, la cultura e le tradizioni locali. “Restiuzioni” è il titolo scelto per la mostra dal gruppo di lavoro diretto e coordinato dalla dott.ssa Elena Silvana Saponaro, direttrice del Museo Nazionale Jatta di Ruvo e del Museo Nazionale di Altamura, per rendere subito chiaro l’obiettivo di questa esposizione: restituire alla città quelle testimonianze archeologiche che, sia pure deconte¬stualizzate, possano contribuire a trasmettere frammenti di conoscenza del passato e contemporaneamente possano contribuire a soddisfare un le¬gittimo bisogno di curiosità. I reperti, che coprono complessivamente un arco cronologico compreso tra i VII secolo a.C. e il VI secolo d.C, appartenenti a quattro collezioni private donate al Comune di Rutigliano tra il 1987 e il 1995 dalle famiglie Catamo, Colamussi, Didonna e Dioguardi, sono stati sistemati al primo piano del Museo Civico Archeologico “G. e P. Didonna” in un originale allestimento che, al di là del rigore scientifico, vuole essere l’anello di congiunzione tra la produzione ceramica antica e quella moderna, rappresentata dai fischietti in terracotta delle otto botteghe a marchio de.co. di Rutigliano e dalla collezione ceramica della Bottega Lasorella.
Rispetto alla precedente esposizione dei medesimi reperti, datata 2005, in questa occasione è stato prediletto uno studio antropologico dei manufatti, che ha permesso di portare all’attenzione del visitatore le attività a cui gli oggetti esposti erano legati, attività ancora vive e vitali e che tuttora permeano il tessuto pro¬duttivo della città. Partendo dalla collezione Catamo, spiccano due piramidette fittili iscritte rinvenute ad Azetium, che costituiscono un’in¬teressante testimonianza del vivere quotidia¬no, la cui funzione pratica di pesi era legata prevalentemente, ma non solo, alla pro¬duzione laniera, in particolare alla tessitura. Nella collezione Colamussi attrae subito l’attenzione del visitatore una fiaschetta decorata in stile misto, ossia un’anfora usata come contenitore per liquidi e databile al V secolo a.C., la cui morfologia, dal corpo lenticolare e peraltro attestata in un numero ristretto di esemplari antichi, risulta incredibilmente moderna. Tra i vasi della collezione Didonna è immediatamente riconoscibile un kalathos, un vaso solitamente usato per riporvi gli oggetti dei lavori femminili, come ad esempio la lana da filare, e pertanto divenuto paradigmatico del mondo femminile, ovvero utilizzato come cesto da frutta o per contenere le spighe di grano. Infine, nella collezione  Dioguardi risulta molto interessante per la sua forma e funzione un askòs acromo,  un recipiente “a forma di otre” destinato a conservare e versare l’olio nelle lampade o altre sostanze profumate.
Sotto il profilo prettamente antropologico, la mostra offre anche l’occasione per una riflessione sul collezionismo d’arte, “una splendida ossessione”, come l’ha definito la dott.ssa Saponaro in quest’occasione, che non rappresenta solo un piacere fine a se stesso, ma che, se sapientemente gestito, innesca processi virtuosi a favore della conservazione del patrimonio storico-artistico ed archeologico, a sostegno della ricerca e della valorizzazione delle opere stesse. Una mostra ricchissima di contenuti, dunque, che anticipano quelli del definitivo allestimento del Museo, di cui si avverte una necessità non più differibile e a cui stanno lavorando le istituzioni, come confermato, durante la conferenza di apertura, dal nostro Sindaco, dal Sovrintendente La Rocca e dal Direttore del Polo Vona. Nel frattempo, fino al 16 luglio, vi aspettiamo per farvi scoprire le storie e i segreti nascosti di questi bellissimi manufatti!

Il Museo Archeologico è aperto tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 18.00 alle 20.00, mentre la domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 18.00 alle 20.00. E’possibile prenotare una visita guidata dei nostri volontari contattando il +39 3209041603, o inviandoci una mail.

Associazione Turistica

Pro Loco di Rutigliano

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Rutigliano (BA), 70018, Italy

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Tel: +(39) 320 90.41.603